Per la Festa dei Lavoratori è prevista l’approvazione del Decreto Legge Primo Maggio che tocca diversi fronti del mercato del lavoro. Il testo è ancora in fase di definizione – e le coperture finanziarie rappresentano il vero nodo da sciogliere – ma le linee d’intervento sono abbastanza chiare.Il lavoro dei più giovani e dei lavoratori delle piattaforme digitali è al centro, vediamo insieme in cosa consistono i provvedimenti al vaglio del Consiglio dei Ministri.Indice degli argomenti
Il bonus under35, donne e la ZESIl possibile impatto del quadro europeo sugli aiuti di StatoPiù tutele per piattaforme e lavoro gestito tramite appCosa prevede il decreto Primo Maggio su premi e pianificazioneIl bonus under35, donne e la ZESLa scadenza normativa che pesa di più nell’immediato, al di là del dibattito politico, è il 30 aprile 2026, giorno in cui finiscono sia la finestra del bonus giovani under 35 sia quella del bonus ZES. Si lavora per estendere la durata del bonus per le assunzioni di giovani e di lavoratori nella zona economica speciale, riconosciuto sotto forma di esonero totale dei contributi previdenziali entro un massimo di 650 euro mensili, con il requisito dell’aumento occupazionale netto. Se non c’è incremento occupazionale, l’esonero si riduce al 70%.Il bonus donne invece è già in vigore fino al 31 dicembre 2026. Si lavora, però, per estendere anche la durata di questo bonus per le assunzioni di donne svantaggiate, con l’obiettivo esplicito di incentivare un incremento occupazionale femminile con contratti a tempo indeterminato.Il possibile impatto del quadro europeo sugli aiuti di StatoIn questo capitolo, però, si inserisce una variabile che le imprese farebbero bene a monitorare. La Commissione europea, con un annuncio ufficiale del 13 aprile 2026, ha dato il via a una fase di consultazione con gli Stati membri relativa a una proposta preliminare per un nuovo Quadro temporaneo per gli aiuti di Stato, finalizzata a contrastare i riflessi economici derivanti dalla crisi in Medio Oriente.L’occupazione non figura tra i settori esplicitamente citati nella bozza circolata. Tuttavia, se il perimetro del Quadro temporaneo dovesse ampliarsi fino a includere misure a sostegno dell’impiego, potrebbe aprirsi uno scenario tecnico di grande interesse: un intervento per “grave crisi” consentirebbe, in linea di principio, di derogare al vincolo dell’incremento occupazionale netto oggi previsto per accedere alla misura nella misura piena del 100%.In assenza di conferme in tal senso, e nel contempo di certezze sul rinnovo domestico degli incentivi in scadenza, lo scenario per la programmazione delle assunzioni e delle trasformazioni agevolate appare decisamente complesso. Le imprese che stessero pianificando operazioni di stabilizzazione o nuove assunzioni agevolate si trovano di fatto in una zona grigia normativa, in attesa di segnali certi da almeno due fronti.Più tutele per piattaforme e lavoro gestito tramite appTra i temi più attesi del decreto c’è il capitolo dedicato alla gig economy. Il decreto potrebbe rafforzare le tutele dei rider e dei lavoratori delle piattaforme digitali. L’obiettivo è recepire una direttiva europea che prevede la presunzione di rapporto di lavoro subordinato quando la piattaforma esercita direzione e controllo sul lavoratore.Il provvedimento mira a introdurre parametri di retribuzione minima oraria che non possano scendere sotto le soglie definite dai contratti collettivi della logistica e del terziario, eliminando l’incertezza del cottimo puro. Sul fronte delle tutele sociali, le nuove disposizioni obbligherebbero le aziende del food delivery a fornire assicurazioni contro gli infortuni INAIL e tutele previdenziali minime.È un capitolo che interessa non solo le piattaforme di food delivery in senso stretto, ma qualsiasi azienda che si affida a lavoratori esterni attraverso app o sistemi di gestione algoritmica dei turni e delle assegnazioni.Cosa prevede il decreto Primo Maggio su premi e pianificazioneIl decreto prevede la proroga, con decorrenza dal 1° gennaio 2027, della detassazione all’1% dei premi di produttività e delle somme erogate a titolo di partecipazione agli utili, entro il limite di importo complessivo di 5.000 euro. Una misura che, se confermata, offre alle imprese uno strumento concreto per valorizzare la produttività senza aumentare il costo del lavoro in misura proporzionale.I lavoratori potranno inoltre scegliere, in tutto o in parte, di convertire i premi di risultato in prestazioni di welfare aziendale, beneficiando dell’esenzione fiscale e contributiva totale per le somme convertite entro 5.000 euro.L’approvazione del decreto è prevista per il Primo Maggio, anche se non vi è una assoluta certezza, né che la data venga rispettata, né che i provvedimenti qui descritti restino uguali. Quello che possono fare piccole e medie imprese e startup è rimanere informate, per poter programmare al meglio assunzioni, budget e attività di retention dei talenti. Per parte nostra, continueremo a seguire i lavori e a fornire aggiornamenti tramite Agenda Digitale.











