ROMA. Arriva il "salario giusto". Che è la formula con la quale il governo intende dare una risposta al problema del lavoro povero ed al dumping contrattuale. Il Consiglio dei ministri oggi darà il via libera il nuovo decreto Primo maggio. Le nuove misure, come anticipato da Paolo Baroni sulla Stampa, spaziano dai bonus per l’assunzione di giovani e donne e nelle Zes (tutti vincolati al rispetto del nuovo criterio sui salari), a misure sui rider. Novità anche sul fronte dei rinnovi contrattuali.
Ecco in sintesi le misure chiave
1. Non c’è il salario minimo
Il decreto evita l’introduzione di un salario minimo per legge e rafforza il ruolo della contrattazione collettiva. Il riferimento resta quello dei contratti nazionali firmati dalle sigle più rappresentative, che diventano parametro per definire una retribuzione “adeguata”. Nei settori scoperti si applica il contratto più vicino per attività. L’obiettivo è contrastare dumping contrattuale e precarietà.
2. Incentivi alle assunzioni: giovani e donne











