"E' urgente dare piena e tempestiva attuazione all'art.

17 della legge n.

167/2025, che delega il Governo alla revisione delle misure di protezione giuridica, in particolare delle persone con disabilità" Lo chiede, in una nota, Anfass, l'associazione nazionale di famiglie e persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo. La riforma rappresenta, infatti, si legge nella nota, un passaggio fondamentale per l'adeguamento dell'ordinamento italiano ai principi della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, con particolare riferimento all'abolizione dell'istituto dell'interdizione e dell'inabilitazione, e al contestuale rafforzamento dell'istituto dell'amministrazione di sostegno. Si punta cioè al riconoscimento della capacità giuridica, al diritto all'autodeterminazione e al superamento dei modelli basati sulla sostituzione della persona nelle decisioni che la riguardano. Allo stesso tempo, Anffas richiede di rivedere la legge sull'amministrazione di sostegno, anche in termini di semplificazione, sia per quanto riguarda l'individuazione delle figure nominate per tali funzioni che le connesse modalità e regole di rendicontazione e relativi costi.

"Parliamo di una riforma che incide direttamente sulla vita, sulla dignità e sui diritti fondamentali delle persone con disabilità e delle loro famiglie - dichiara Roberto Speziale, Presidente Nazionale Anffas - Non è più possibile rinviare l'attuazione di una delega già approvata dal Parlamento nel novembre 2025, coerente con gli obblighi internazionali assunti dall'Italia, che rischia di rimanere nel nulla se l'iter non viene immediatamente avviato". Nella nota trasmessa agli 8 ministeri competenti, Anfass evidenzia che "non è più rinviabile l'esigenza di dare attuazione alla delega, realizzando una riforma organica del sistema. Tra l'altro, spiega l'Anfaas, si registra un'ampia convergenza tra alcune istituzioni ed il mondo associativo sulla necessità che tale riforma veda al più presto la luce. Tale convergenza trova riscontro nelle posizioni espresse da diversi organismi istituzionali. "Il superamento degli attuali modelli di protezione giuridica non è una questione tecnica, ma una questione di diritti umani, civiltà e cittadinanza - conclude Speziale e - È fondamentale che l'Italia proceda con determinazione e senza ulteriori ritardi nell'attuazione della riforma, impedendo che la delega cada nel nulla".