MILANO - Nonostante le leggi esistenti, i diritti delle persone con disabilità non sono ancora attuati concretamente e questo vale soprattutto nell'ambito del diritto allo studio.
Una situazione che genera un elevato ricorso al giudice come strumento di tutela.
Lo rileva il secondo rapporto annuale dell'Osservatorio giuridico permanente sui diritti delle persone con disabilità - Anno 2024, realizzato da Human Hall, l'hub per l'inclusione, l'innovazione e la tutela dei diritti umani dell'Università degli Studi di Milano.
Questo lavoro "ci dice che tante decisioni giudiziarie rivelano l'esistenza di una grande discrepanza tra i diritti sanciti e la loro attuazione - ha spiegato la rettrice Marina Brambilla -, da qui il frequente ricorso ai tribunali per diritti che ancora reclamano di essere attuati. È poi allarmante l'alto numero di pronunce sul diritto allo studio". L'assessore al Welfare del Comune di Milano Lamberto Bertolé ha ricordato come sul tema dei diritti l'amministrazione sta realizzando un "piano anti discriminazione".
Tornando al rapporto, nel 2024 sono state analizzate 1100 pronunce da parte di giudici italiani, il 33% riguarda il tema del diritto allo studio con 353 sentenze, segue l'accertamento e accesso alle prestazioni con 213 sentenze e l'accessibilità con 110. La situazione "assume toni ancora più allarmanti - si legge nel rapporto - se si guarda alla distribuzione regionale delle pronunce" per cui "quello che rappresenta una anomalia concerne la situazione del diritto allo studio nella Regione Campania", dove c'è una "vera e propria emergenza". Infatti delle 353 pronunce a livello nazionale, 255 sono di tribunali campani. Le sentenze sul diritto allo studio hanno analizzato in particolare la mancata redazione di un piano educativo individualizzato in grado di rispondere alle esigenze degli alunni con disabilità.






