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Ibra contro Allegri e la guerra intestina che sta azzoppando la corsa europea. Tare in sospeso, Furlani poco convincente e ovunque c'è sfiducia
Il masochismo del Milan è da Champions league. In poche settimane, proprio mentre la squadra ha cominciato ad arrancare in classifica, a perdere colpi e partite, e a rimettere in discussione il principale posto europeo che sembrava scontato, è riuscito a collezionare una serie di guerre intestine, contestazioni del tifo organizzato e non e sondaggi di mercato futuro tali da infliggere al club il marchio del nuovo tafazzismo calcistico. A far esplodere pubblicamente la polveriera poi ha contribuito la rottura dei rapporti tra Allegri e Ibrahimovic, rivisti insieme l'estate scorsa all'inizio della stagione nei vialetti di Milanello discutere amabilmente, e finiti l'uno contro l'altro armati per via di progetti di mercato respinti (Thiago Silva e Mateta) e qualche invasione di campo di Zlatan (colloqui con calciatori) rispedita al mittente dal tecnico livornese. Nel frattempo è successo molto altro a cominciare dai primi contatti di Furlani con alcuni ds (Paratici prima e D'Amico poi) finiti sui siti e sui giornali e che hanno destabilizzato oltre che la posizione del ds Tare anche la credibilità di Allegri presso lo spogliatoio.






