Home » Economia » Trump beffa l’UE: gli USA controllano le terre rare della Groenlandia
Terbio. Fonte: Imagoeconomica
Bruxelles – Alla fine gli Stati Uniti si prendono la Groenlandia. Non il territorio, ma ciò che si trova nel sottosuolo: le terre rare, l’insieme degli elementi fondamentali per transizione ecologica, transizione digitale-tecnologica e settore della difesa. Critical Metals, società statunitense quotata, ha ottenuto dal governo di Nuuk il controllo sul giacimento di Tanbreez, che comprende 4,7 miliardi di tonnellate di terre rare, un quarto delle quali (27 per cento) ‘pesanti’, vale a dire essenziali per il settore della difesa.
È la stessa azienda ad annunciare con orgoglio che “le nostre attività in Groenlandia consentono di sfruttare uno dei giacimenti di terre rare più ricchi e ancora inesplorati al mondo”, con tutte le ricadute strategiche del caso: “Questi materiali essenziali alimentano settori cruciali, dalle energie pulite e la mobilità elettrica alla difesa, all’aerospazio, alla robotica e alle tecnologie avanzate, consentendo la realizzazione di impianti ad alta tecnologia, accelerando l’innovazione e guidando la transizione energetica globale”.
Per l’Unione europea l’accordo economico è un duro colpo, perché i giacimenti di terre rare di cui l’UE ha bisogno per attuare le proprie agende – Green Deal, libro bianco per la difesa e strategia di competitività – le sono stati sottratti da sotto il naso. Il presidente statunitense Donald Trump ha minacciato di prendersi l’isola militarmente, distraendo gli europei. Mentre questi ultimi approntavano una linea difensiva sull’Artico, silenziosamente la finanza ha fatto il resto, e adesso il Vecchio Continente si ritrova schiacciato tra le dipendenze cinesi e il nuovo mercato americano.







