Un villaggio della Patagonia argentina ha vissuto un’epidemia di hantavirus prima del resto del mondo. È successo nel 2018-2019, quando a Epuyen, 1.300 abitanti, 11 persone sono morte. Senza alcuna ripercussione globale, spiega oggi l’Afp che racconta la storia. «Perdere mio padre e le mie due sorelle in meno di un mese… Nessuno era preparato a vedere una tavola imbandita vuota in pochi giorni», racconta Mailen, 33 anni, all’agenzia. Suo padre Aldo Valle si ammalò dopo una festa di compleanno nel villaggio nel novembre 2018. C’erano un centinaio di invitati.
«La persona che aveva il virus era allo stesso tavolo con lui. A quel tavolo ci furono diversi contagi e alcune persone morirono», racconta Mailen. «Se fossimo stati curati fin dall’inizio, tutto sarebbe potuto cambiare». Ma all’epoca, «sapevamo molto poco della malattia. La trasmissione da uomo a uomo fu scoperta per la prima volta nel 1996» a El Bolson, un villaggio a 40 km da Epuyen, dove un focolaio aveva causato diversi decessi, ha raccontato Jorge Díaz, epidemiologo del ministero della salute della provincia di Chubut che ha partecipato alla risposta sanitaria a Epuyen. L’hantavirus è endemico in Argentina, con fino a cento casi all’anno, ma il ceppo andino si trova principalmente nelle province patagoniche di Chubut (Epuyén), Neuquén e Rio Negro. È assente dalla Terra del Fuoco, porto di partenza dell’Hondius.











