Alberto Stasi, in caso di proscigliomento in un eventuale processo di revisione della sentenza di condanna per l'omicidio di Chiara Poggi, potrebbe non solo ottenere un risarcimento milionario "per riparazione dall'errore giudiziario", ma potrebbe anche chiedere la restituzione delle somme pagate in esecuzione della condanna stessa, incluso il risarcimento dei danni alla parte civile.
Che significa questo? Nei giorni scorsi, alla luce degli ultimi sviluppi delle nuove indagini sul delitto di Garlasco, che vedono il 38enne Andrea Sempio indagato per l'omicidio di Chiara Poggi, si sta parlando con insistenza di una possibile richiesta di revisione del processo ad Alberto Stasi, al momento unico condannato in via definitiva per l'omicidio della giovane, avvenuto il 13 agosto 2007, quando era la sua fidanzata. Stasi era stato condannato al risarcimento dei danni per 350mila euro ciascuno ai genitori di Chiara e 300mila al fratello Marco, c'è stato poi un successivo accordo sulla cifra da versare. Ma c'è confusione sulla possibilità che questo denaro debba essere restituito al mittente in caso di ribaltamento di quella sentenza.
Per questo, abbiamo chiesto a Daniele Bocciolini, avvocato penalista, esperto in diritto penale minorile e Scienze Forensi, Consigliere Pari Opportunità e Commissione Famiglia e Minori dell'Ordine degli Avvocati di Roma, cosa dice la legge a riguardo.











