Sul Piano Casa, il pacchetto di misure per contrastare l'emergenza abitativa varato dal governo lo scorso 30 aprile, i numeri non tornano. L'obiettivo è rendere disponibili, complessivamente, circa 100mila alloggi in dieci anni, considerando quelli popolari e quelli a prezzi calmierati, ha annunciato il governo. Una parte del Piano prevede la ristrutturazione e il recupero di 60mila alloggi popolari, al momento inagibili. Per questo scopo è stato previsto uno stanziamento di 1,7 miliardi di euro (integrabili con i fondi per la rigenerazione urbana).
Secondo il ministro dei Trasporti e vicepremier Matteo Salvini si tratta di interventi edilizi di "piccola entità, siamo parlando di piccole metrature e con 20mila euro li sistemi. Sono lavori di piccola entità sono 61mila appartamenti vuoti segnalati dalle aziende delle case popolari quindi mettendo al lavoro piccole aziende nell'arco di pochi mesi possono essere risistemati e messi in graduatoria per chi attende case popolari da tempo. Tutto sarà fatto con i soldi dei mio ministero", ha spiegato.
Il programma in teoria si articola su tre pilastri. Il primo sarebbe appunto quello dell'edilizia residenziale popolare, con il recupero di 60mila alloggi popolari attualmente inutilizzabili, e la nomina di un commissario straordinario. Il secondo è quello dell"housing sociale', ovvero un pacchetto di semplificazioni e una concentrazione delle risorse per 3,6 miliardi di euro, gestito da Invimit, per creare alloggi a canone calmierato.








