“Abbiamo paura di ciò che non conosciamo”: il cast di 'Carmen è partita' racconta il film
L'isola dell'atollo Vaavu è una meta molto amata dai sub: raggiungibile in circa un'ora di motoscafo dalla capitale Malé, dà accesso ad alcuni dei fondali più spettacolari dell'Oceano Indiano
Solo duemila abitanti. Un paradiso in terra. Alimathà, la piccola isola nei pressi della quale giovedì 14 maggio sono morti i cinque italiani dispersi durante un'immersione subacquea nell'atollo di Vaavu, è considerata una delle mete più apprezzate delle Maldive dagli appassionati di immersioni di tutto il mondo, attirati dalla sua straordinaria biodiversità. Raggiungibile in circa un'ora di motoscafo dalla capitale Malé, offre accesso ad alcuni dei fondali più spettacolari dell'Oceano Indiano.
L'atollo Vaavu, conosciuto anche come "Felidhoo atoll", è particolarmente noto tra i subacquei per i cosiddetti "kandu", canali naturali che collegano la laguna interna al mare aperto. Le correnti che si formano in queste aree attirano numerose specie marine. La barriera corallina, nota per la sua ricchezza, circonda l'intera isola e scende fino a circa 13/15 metri di profondità.
In queste acque è frequente incontrare squali grigi di barriera, squali pinna bianca, squali nutrice, aquile di mare, barracuda, tonni. In alcuni periodi dell'anno è inoltre possibile incontrare mante e squali martello. Le immersioni nell'atollo Vaavu sono praticabili durante tutto l'anno. Il periodo compreso tra novembre e aprile è generalmente considerato il più favorevole grazie alla migliore visibilità sott'acqua e alle condizioni del mare più stabili.










