Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Nel giugno del 1942 due piloti sorvolarono Parigi a bassissima quota per lanciare un tricolore francese sull’Arco di Trionfo e colpire, simbolicamente, il cuore dell’occupazione tedesca

“Con l'audacia si può intraprendere tutto”, soleva ripetere Napoleone Bonaparte, che dopo aver vinto la battaglia di Austerlitz, promise ai suoi che sarebbero tornati alle loro case passando “sotto archi di trionfo”, prest’ordinando la costruzione del famoso Arco di Trionfo, monumento da porre al culmine della Via dei Campi Elisi di Parigi, per onorare in eterno le vittorie dai soldati di Francia; e solo quel genere di audacia poteva spingere due piloti inglesi a intraprendere, nella calda estate del 1942, il folle volo previsto dall’operazione Squabble: un “bisticcio” da lanciare sul cuore della Francia occupata dai nazisti.

A bordo di un solo singolo aereo, un cacciabombardiere Bristol Beaufighter del Comando Costiero della Royal Air Force, il tenente pilota Alfred “Ken” Gatward e il sergente navigatore Gilbert “George” Fern, avrebbero raggiunto Parigi per compiere un volo a bassissima quota e “sganciare”, proprio sull’Arco di Trionfo, un tricolore francese con un messaggio di speranza per la popolazione che non accettava il governo collaborazionista di Vichy e l’occupazione tedesca. Unico obiettivo militare della missione che doveva “risollevare il morale francese”, e irritare profondamente le truppe del generale von Stülpnagel, il Governatore Militare di Francia, era mitragliare il quartier generale della Gestapo, la temibile polizia politica della Germania nazista, o, secondo altre versioni più accreditate, il Ministero della Marina di Place de la Concorde, che era diventato il quartier generale della Kriegsmarine.