Arrivato a Ibiza su un barcone insieme a una famiglia algerina, un piccolo cane meticcio di Barboncino rischiava di essere abbattuto per il timore della rabbia. Per mesi è rimasto isolato sotto controllo veterinario, mentre il Comune di Santa Eulària combatteva in tribunale per evitargli la soppressione. Ora il Tribunale Superiore di Giustizia delle Baleari ha sospeso l’ordine di sacrificio: il cane continuerà a vivere, almeno fino alla decisione definitiva della Corte.

Una traversata disperata finita sotto i riflettori

La sua storia comincia l’11 dicembre 2025, sulla spiaggia di s’Estanyol, a Ibiza. In mezzo ai migranti arrivati dall’Algeria a bordo di una patera c’era anche lui: un cucciolo meticcio di barboncino di circa tre mesi, piccolo, spaventato e aggrappato alla famiglia con cui aveva affrontato il viaggio nel Mediterraneo.

Dopo lo sbarco, gli adulti e i minori del nucleo familiare sono stati trasferiti in un centro di accoglienza della Croce Rossa a Maiorca. Il cane, invece, è stato affidato al servizio municipale e poi trasferito alla Fondazione Natura Parc, dove è rimasto sotto custodia veterinaria.

Secondo i primi rapporti medici, il cucciolo “non presentava ferite compatibili con morsi né sintomi clinici di rabbia al momento del recupero”. Un dettaglio che, nelle settimane successive, sarebbe diventato centrale nella battaglia legale per salvarlo.