CASTION - Non basta la sconfitta sul campo, non basta fare i conti con il serio infortunio di un proprio giocatore, non basta attendere l'ambulanza quasi un'ora per prestare i primi soccorsi: alla squadra Allievi del Castion è stato inflitto anche un punto di penalizzazione in classifica perché domenica mattina non se l'è sentita di riprendere il gioco dopo l'infortunio occorso a un proprio tesserato, che nel corso del match casalingo contro il Limana si è rotto tibia e perone. Ma non basta, perché il dirigente Giuseppe Candeago, che si è prodigato per preservare l'emotività dei giovani calciatori dopo quanto accaduto, è stato squalificato per una giornata. Questa sentenza sì è una sconfitta, in tutti i sensi, ma per il calcio e i suoi valori, non di certo per una società come quella biancoverde che ha semplicemente cercato di gestire una situazione complicata nel miglior modo possibile.

Sul comunicato della Figc, il giudice sportivo motiva la sua decisione scrivendo che "la giurisprudenza ha insegnato che lo stato di tensione o lo choc emotivo non integrano, di norma, la causa di forza maggiore necessaria per evitare la sconfitta a tavolino. Pertanto si omologa il risultato conseguito sul campo (4-0 al momento dello stop) in quanto più favorevole. Si infligge un punto di penalizzazione in classifica al Castion per aver causato la sospensione definitiva della gara al minuto 29 del secondo tempo. Si infligge altresì una gara di squalifica al dirigente accompagnatore Giuseppe Candeago per aver assecondato la scelta dei calciatori (di non proseguire la gara). Nessun provvedimento nei confronti del capitano della squadra riconoscendo l'esimente della giovane età e la particolarità del caso".