Eventi mai accaduti, personaggi storici dai nomi stravaganti e luoghi geografici inesistenti: Halupedia, l'enciclopedia in stile Wikipedia che ospita solo - ed esclusivamente - allucinazioni dell'AI, è questo e molto altro ancora. Un progetto che racconta una realtà completamente inventata da un modello linguistico di grandi dimensioni, ma “nel registro serio di una stampa accademica del XIX secolo”, il che finisce con il renderla credibile agli occhi dei lettori. L'aspetto del sito, d'altronde, è quello di un'enciclopedia digitale a tutti gli effetti, con tanto di articoli corredati di citazioni, riferimenti a riviste accademiche e note a piè di pagina. A renderla insolita, però, è il sistema che si nasconde dietro la scrittura delle voci che ne fanno parte, gestito in toto dall'intelligenza artificiale: basta che un utente digiti un termine di ricerca per trasformarlo in un prompt per il modello AI di Halupedia, che si occuperà subito di scrivere un articolo sull'argomento. Falso, surreale e incongruente ma, in qualche modo, credibile.

Sembra un'enciclopedia, ma non lo è

Distinguere un testo generato dall'intelligenza artificiale da quello scritto da un essere umano sta diventando sempre più difficile. E questo lo sappiamo bene. Con Halupedia, però, questa difficoltà scompare del tutto. Ogni articolo è una vera e propria allucinazione dell'AI, e non finge di essere altro da quello che è. Come dimostra bene una tra le voci più lette dell'intera enciclopedia, “Il grande censimento dei piccioni del 1887”, descritto come “un’impresa ambiziosa, sebbene alla fine malriuscita, intrapresa dalla Royal Society for Avian Enumeration (RSFE) per contare meticolosamente ogni piccione dal ciuffo dorato all’interno dei confini amministrativi di Gran Bretagna e Irlanda”. Un'iniziativa voluta, secondo quanto riportato da Halupedia, da un certo Sir Reginald Featherton, convinto che “un conteggio accurato della popolazione di piccioni fosse fondamentale per comprendere l'allocazione delle risorse urbane della nazione”.