Da qualche anno una domanda assilla la comunità mondiale dei curatori di Wikipedia. Cosa ne sarà dell’enciclopedia libera? Del portale capace di tenere in un unico posto, l’intera conoscenza umana, in ogni lingua, prodotta dagli umani per gli umani? Che ne sarà di tutto questo con la potenza raggiunte dalle AI generative? “Ne discutiamo da anni, almeno da quando ChatGpt è stato aperto al grande pubblico”, spiega a Italian Tech Ferdinando Traversa, 20 anni, barese, neo presidente di Wikimedia Italia.

“Ma nell’ultimo periodo molti di noi hanno notato un aumento delle voci scritte con strumenti di intelligenza artificiale. Per questo abbiamo deciso di darci delle regole. Ne stiamo discutendo, ma il fine è uno solo: tenere sempre al centro l’umano e il controllo dell’umano sul prodotto finale”, aggiunge. La comunità è divisa, la discussione è accesa. Ma la fondazione ha deciso per un approccio “non di totale chiusura” rispetto alle AI, che si calcola abbiano scritto o contribuito a scrivere oramai il 5% delle voci dell’intera enciclopedia. Anzi. “Ma vogliamo che le voci restino scritte dagli esseri umani, che però possono aiutarsi nella creazione di tabelle o in attività ripetitive nella stesura”, ragiona.