Carne e pesce, in un futuro meno lontano di quello che si potrebbe immaginare, potranno essere prodotti in vitro, coltivando cellule prelevate dagli animali, in quantità tali da sostituire gli allevamenti tradizionali. La prospettiva non è nuova e la tecnologia sta evolvendo velocemente, così come i relativi investimenti. Anche se la carne coltivata (ben diversa dalla cosiddetta “carne vegetale”, cioè ricostruita con elementi di provenienza non animale) non è in commercio praticamente in nessuna parte del mondo, ad accezione di qualche Paese come ad esempio Singapore. E comunque ora – autorizzazioni normative e conquista delle scelte dei consumatori a parte – avrebbe prezzi troppo alti per una diffusione di massa.

Tuttavia la prospettiva di avere la possibilità di mangiare “carne vera” senza dover per questo macellare animali e contrastare le emissioni inquinanti degli allevamenti intensivi sta però interessando alcuni fondi di investimento e sponsor singoli, come ad esempio dal premio oscar Leonardo DiCaprio, noto ambientalista, che ha partecipato all’ultimo round di finanziamento di due start up del settore come l’olandese Mosa Meat e l’israeliana Aleph Farms, che hanno raccolto sul mercato circa 100 milioni di dollari.