C’è solo una maison del lusso che non ha mai “sconfinato” nell’arredo-design e nell’abbigliamento per bambini, ignorando le sirene che hanno attratto molti altri marchi, con alterne fortune. La maison è Chanel. Forse Karl Lagerfeld, l’Ulisse della moda che ha attraversato due secoli di cambiamenti sociali e culturali, le sirene le ha sentite, però non ha ceduto. Magari l’avrebbe fatto, prima o poi, ma nel febbraio 2019 il suo viaggio terreno è finito e dopo 25 anni di direzione creativa di Chanel, il timone è passato a Virginie Viard, che di Lagerfeld era stata la più stretta collaboratrice per 30 anni. Potrebbe essere lei ad avventurarsi, ad esempio, nel contiguo mondo del design. Sta di fatto che a oggi Chanel è rimasta concentrata su abbigliamento e accessori, per quanto bizzarri: dallo snowboard della linea Coco Neige alla bottiglia per l’acqua in edizione limitata per festeggiare i cento anni del N°5, il profumo creato da Gabrielle Chanel nel 1921 e ancora oggi il più venduto al mondo. È un indice di grande forza del brand e dei creativi, manager e proprietari che lo hanno guidato, facendo anche scelte controcorrente, come la rinuncia quasi totale all’e-commerce diretto (dal sito ufficiale si possono comprare solo occhiali, profumi e cosmetici).
Chanel cresce e investe sull’Italia
La ripresa a V del 2021 conferma la solidità e coerenza della maison francese, che non si è mai distratta dal core business della moda e della cosmesi - Per preservare il know how negli ultimi anni ha acquisito diverse eccellenze della nostra filiera
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