Una separazione conflittuale, in cui la moglie segnala la violazione dei dati personali del figlioletto da parte di un’agenzia investigativa, ingaggiata dal marito per usarli in giudizio. Un po’ come fu con la diatriba sugli alimenti del divorzio all’origine di Tangentopoli, è scattata da un dissidio coniugale in apparenza banale l’inchiesta della Procura di Napoli, che attraverso gli accertamenti della Polizia ha scoperchiato il mercato nero delle informazioni sensibili in tutta Italia. Uno scandalo con 85 indagati, dei quali 29 sottoposti a misure cautelari, che investe anche il Nordest, per il coinvolgimento di una società a Verona, il ruolo di tre inquisiti veneti e il numero imprecisato di vittime tra cui diversi volti noti di Veneto e Friuli Venezia Giulia.

La cifra esatta non è al momento quantificabile, perché la massa di analisi è impressionante. L’ordinanza del giudice per le indagini preliminari Giovanni Vinciguerra rileva che, fra documenti e immagini, durante i sequestri sono stati trovati 900 file relativi ad accessi abusivi ai sistemi informatici di svariate banche-dati, in particolare di Inps, Agenzia delle Entrate e Sistema di indagine (lo Sdi in uso alle forze dell’ordine). All’interno delle cartelle sono stati rinvenuti oltre 500.000 codici fiscali, che sono stati verificati dagli investigatori, «ma solo in piccola percentuale e a campione, allo scopo di comprendere chi fossero i soggetti controllati e qui quali erano state estrapolate informazioni riservate e se vi fossero in particolare soggetti con ruoli pubblici di rilievo o politici, anche legati al territorio veneto». Dalla porzione esaminata, è emerso che tra gli spiati c’erano alcuni imprenditori trevigiani. Due sono al vertice dell’azienda farmaceutica Labomar di Istrana e hanno incarichi in Confindustria Veneto Est: il presidente e amministratore delegato Walter Bertin è il vice di Paola Carron con deleghe a Treviso e alla Transizione ambientale; Claudio De Nadai, componente del Cda, è consigliere delegato alla Tesoreria. Alberto Del Biondi, stilista di alta moda, è il rappresentante legale di diverse imprese dell’abbigliamento e del design con sede in Veneto. Riccardo Benetel è un dirigente del gruppo alimentare italo-olandese Perfetti Van Melle. Alex Cordaz, originario di Cordignano, è l’ ex portiere dell’Inter e del Treviso. Tra le persone offese figurano poi la showgirl veronese Loredana “Lory” Del Santo e il manager triestino Giorgio Cociani, fino al 2023 ai piani alti di Generali Italia. Negli elenchi degli accessi illegali alla banca dati dell’Inps compare l’imprenditore pordenonese Michelangelo Agrusti, presidente di Confindustria Alto Adriatico. I fratelli padovani Matteo e Massimo Sinigaglia, azionisti del marchio Replay, risultano invece tra i bersagli delle intrusioni nello Sdi, che contiene «informazioni sensibili e segrete su cittadini (controlli di polizia, denunce, precedenti, controlli del territorio) e che giammai avrebbero potuto essere esfiltrate e trasferite a privati». Inquietante l’annotazione degli “spioni” accanto ai loro nomi: «Reputazione completa».