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Ultimo aggiornamento: 19:52
Scudisciate assortite di schiettezza e insofferenza: così Alberto Zangrillo, professore Ordinario di Anestesia e Rianimazione e prorettore per le attività cliniche dell’Università Vita-Salute San Raffaele, ha attraversato l’aula di Palazzo San Macuto, trasformando l’audizione davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid in un’invettiva contro la “liturgia dei sermoni” televisivi e nella rivendicazione della superiorità della corsia ospedaliera sul talk-show.
Con il piglio del clinico che ha “visto la morte in faccia” e il disprezzo per gli “allarmismi mediatici”, il primario del San Raffaele ha messo alla berlina virologi e giornalisti in cerca di audience, rei di aver “imbastardito” la società con un disfattismo spesso slegato dalla realtà dei reparti.
L’inizio dei lavori è segnato da un siparietto tra il medico e il senatore della Lega Claudio Borghi. Notando una certa ilarità in aula, Zangrillo ha interrotto subito: “Se vi interessa vado avanti, altrimenti me ne vado, così è meglio. Siete qui in quattro a ridere”. A sedare la tensione è intervenuto il presidente della Commissione, il senatore di Fratelli d’Italia Marco Lisei: “No, è che quando entra Borghi succedono sempre queste cose”.










