di
Elisabetta Soglio
Come hanno sottolineato i tanti ospiti delle tre giornate di dibattito e confronto che si sono tenute a Palazzo Giureconsulti, la fiducia è la sola strada possibile da percorrere insieme
Il rischio di incagliarsi nella retorica e di essere bollati di “buonismo” esiste. Ma non possiamo rinunciare a ribadire che quella della fiducia è la sola strada possibile. La strada da percorrere insieme, come ci hanno ancora una volta dimostrato le giornate di Milano Civil Week appena concluse. La fiducia in tempi di guerra ribadita da Gerusalemme dal Patriarca Pizzaballa, «anzi proprio in questi tempi e in questi luoghi bisogna averne di più». La fiducia «che non è un generico ottimismo, ma coraggio», come ha ammonito Carlo Cottarelli. La fiducia nei giovani «che devono ribellarsi», li ha spronati Ferruccio de Bortoli. La fiducia «base della democrazia», rilanciata da Gherardo Colombo. La fiducia nelle grandi capacità di inclusione del nostro Paese ricordate dalla ministra Alessandra Locatelli. E la fiducia come stile di vita che si impara nello sport, con l’efficacia di Anna Danesi: «In campo devo fidarmi della palleggiatrice che intuisca il gioco e del libero che difenda. Perché da sola non vinci». Fidarsi per «aprirsi agli altri riconoscendo che abbiamo bisogno di loro», ha aggiunto il cardinale Matteo Maria Zuppi. Gli altri, appunto. Viviamo nell’epoca dell’iperconnessione, ma mai come oggi la fiducia è merce rara: statistiche qua e là ci raccontano che è in calo quella rivolta alle istituzioni, ai giornali, ai partiti, all’intero sistema Paese. Ma le statistiche non raccontano tutto. Non ci dicono che ogni giorno migliaia di persone scelgono di fidarsi e affidarsi e di costruire con gli altri e per gli altri un presente più coeso: abbiamo ascoltato in questi giorni storie di volontari e imprenditori sociali, di insegnanti e presidi, di aziende illuminate, di direttori di carcere, di personaggi dello sport e dello spettacolo che non per buonismo ma per “restituzione” costruiscono progetti di solidarietà.






