Si chiama X-Trail, e già il nome ti fa capire molto, una via di mezzo tra un sentiero himalayano e un modello di scarpa da trekking. Invece è una crossover medio-grande, l’ammiraglia di quella Nissan che in questi giorni sta vivendo un momento storico importante.

Nel bilancio chiuso a marzo 2026 la casa giapponese ha registrato una perdita di 533 miliardi di yen – due virgola ottantotto miliardi di euro, per chi preferisce contare in moneta comprensibile – in lieve miglioramento rispetto ai 670 miliardi dell’anno prima.

La luce in fondo al tunnel

I ricavi sono scesi, le vendite globali pure, ma l’utile operativo è tornato positivo, seppur di poco, lo zero virgola cinque per cento. Un miracolo di contabilità zen. Ma non solo. L’azienda promette di tornare in utile entro la fine dell’esercizio corrente.

La X-Trail, intanto, se ne sta lì, con un prezzo aggressivo (da 38.800 euro in su) le sue linee proporzionate ed eleganti, il frontale possente ma non volgare (e di questi tempi di musi iper aggressivi non è davvero poco…), le fiancate pulite, tre finestrini laterali che sembrano disegnati da un architetto minimalista e una coda snellita da profondi incavi, come se l’auto avesse fatto una dieta.