CANNES. Il machismo al Festival di Cannes ha le ore contate. A ricordarlo, oltre alla selezione di questa 79ma edizione, sono state ieri notte le lacrime di Vin Diesel, che non ha retto l'emozione in sala al Grand Théâtre Lumière. Al momento degli applausi per Fast and Furious, nel celebrare il 25° anniversario del blockbuster con tanto di giacca con scritta sfavillante "Fast Forever", l'attore ha ricordato commosso il suo caro Paul Walker, collega e amico scomparso nel 2013. Accanto a Jordana Brewster e Michelle Rodriguez ha parlato di memoria e sottolineato con forza la parola "fratellanza" (esagerando nel suo stile: "Questo è il film grazie a cui la fratellanza è entrata a far parte deel nostro millennio"), per poi abbracciare stretta la figlia di Paul, Meadow Walker. Alla platea ha detto: "Non riesco a credere che vogliate vedermi piangere. Prego che nella vostra vita possiate incontrare anche voi un fratello per la vita come Paul".

La fratellanza è centrale anche in un altro film che sta facendo parecchio discutere qui a Cannes, Butterfly Jam. Il protagonista e coproduttore con la sua Wolfcub Productions è Barry Keoghan, futuro Ringo Starr dell'atteso film sui Beatles di Sam Mendes. Interpreta Azik, un giovane padre amante delle piante, nonché chef di uno scadente diner di famiglia circassa. Passa le sue giornate con l'amico fraterno Marat (Harry Melling, Dudley Dursley di Harry Potter), che tuttavia ha l'irascibilità facile. Si offende a morte se qualcuno al pub non lo saluta, si offende pure quando Azik gli ripete scherzando che è un debole. Il maschilismo tossico non tollera l'accusa di vulnerabilità e trasforma l'uomo in una bestia, così Marat finisce per stuprare l'amico.