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“Ma s’io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, le attuali conclusioni…”. L’incipit immortale de “L’avvelenata” di Guccini sembra perfetto per Andrea Piazzolla, uno dei protagonisti della prima docu-serie originale italiana della piattaforma Hbo Max “Gina Lollobrigida – Diva Contesa”, prodotta da Indigo Stories e Loft Produzioni, uscita il 3 aprile scorso. Se al momento del loro primo incontro nel 2009, qualcuno avesse predetto all’aspirante assistente 21enne della grande attrice romana, che 14 anni dopo si sarebbe trovato da una parte, a combattere in tribunale con i suoi parenti e un ex marito per procura, per difendersi da accuse infamanti come la circonvenzione di incapace e la sottrazione di beni, dall’altra contro l’ex compagna Sara Urriera per il mantenimento del primo figlio, non avrebbe forse detto, sempre con Guccini: “ma chi me lo fa fare?”.
“No, è proprio un pensiero per me è impossibile da concepire – risponde Piazzolla, oggi 38enne – Una persona del calibro di Gina che ti dà la possibilità di stare al suo fianco e di scoprire la vita come l’ha vissuta lei, io non avrei mai neppure potuto immaginarla”. E su Sara, poche ore dopo la condanna in primo grado per il mancato versamento degli alimenti per il figlio sedicenne a quattro mesi di reclusione e al pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva di 15mila euro spiega: “Finalmente hanno avuto quello che volevano: la mia condanna. Io avevo offerto molto di più, non mi sembra un vittoria”. Assistito dagli avvocati Antonio Ingroia e Mario Bovenzi, l’ex manager della Lollo ha comunque già deciso di appellarsi. Ma ricapitoliamo tutta la vicenda.







