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Il pontefice ha lanciato un allarme sulle intelligenze artificiali e ha spronato i giovani a modellare il futuro al grido "mai più la guerra"

"Il futuro è ancora da scrivere e che nessuno ve lo può rubare". È questo uno dei cuori pulsanti del discorso tenuto da papa Leone XIV all'università La Sapienza di Roma. Accolto con una ovazione da una cappella universitaria, dopo un breve momento di preghiera con il cappellano e con gli studenti, il pontefice si è rivolto ai giovani: "I viali della città universitaria sono attraversati quotidianamente da tanti giovani, abitati da sentimenti contrastanti. Vi immagino a volte spensierati, lieti della vostra stessa giovinezza che, anche in un mondo travagliato e segnato da terribili ingiustizie, vi consente di sentire che il futuro è ancora da scrivere e che nessuno ve lo può rubare". Ha poi aggiunto: "Gli studi che fate, le amicizie che sorgono in questi anni e l'incontro con diversi maestri del pensiero sono promessa di ciò che può cambiare in meglio noi stessi, prima ancora che la realtà attorno a noi". Dopo il discorso nell'Aula Magna dell'ateneo, il pontefice visiterà la mostra sui papi alla Sapienza e concluderà la sua visita con un saluto dalla scalinata del Rettorato.