di
Gian Guido Vecchi
Papa Leone XIV in visita pastorale alla Sapienza Università di Roma. Il saluto alla comunità dell'ateneo romano
Diciotto anni fa c’era uno striscione che rimase appeso per giorni al palazzo del rettorato, «o con il Papa o con i saperi, difendiamo la Minerva dall’oscurantismo». La Minerva è il simbolo della Sapienza, la più grande università d’Europa, che nel 2008 aveva invitato Benedetto XVI a inaugurare l’anno accademico finché lo stesso Papa rinunciò mentre montavano le proteste originate da una lettera di 67 docenti seguiti da collettivi e varie sigle studentesche, «fuori Ratzinger dalle università».
Una polemica ottocentesca - e tanto più paradossale se si considera che il professor Joseph Ratzinger, nelle università, ci aveva insegnato per decenni, e gli studenti facevano la coda per seguirne le lezioni - che ora appare ancora più remota mentre l’ateneo accoglie Leone XIV. All’ingresso il clima è rilassato, chi aspetta il pontefice e chi una lezione, ragazze e ragazzi chiacchierano a gruppetti o fanno colazione al bar e poi corrono verso le transenne quando entra l’auto con la targa «SCV 1» e Prevost abbassa il finestrino per salutare. Applausi, qualcuno grida «viva il Papa» mentre Leone XIV raggiunge la cappella universitaria, già colma di studenti, accolto dalla rettrice Antonella Polimeni.










