«Per la prima volta nella memoria di chiunque sia vivo oggi, siamo davvero soli insieme». Con queste parole Mario Draghi ha aperto la parte più densa del suo intervento ad Aquisgrana, dove il 14 maggio 2026 ha ricevuto il Premio Internazionale Carlo Magno, il riconoscimento più prestigioso d’Europa per chi ha contribuito all’unità del continente. Davanti a una platea che comprende il cancelliere tedesco Merz, il primo ministro greco Mitsotakis, la presidente della BCE Lagarde e i laureati degli anni precedenti, l’ex presidente del Consiglio italiano e già numero uno della Banca centrale europea ha iniziato la sua sveglia all’Unione. «Non fingerò – ha detto – che ciò che ci attende per l’Europa sia semplice. La pressione sul nostro continente è profonda e si fa più pesante di mese in mese. Ma questo non è soltanto un momento di pericolo. È anche un momento di rivelazione». Secondo l’ex presidente del Consiglio italiano, «dal 2020 stiamo vivendo uno shock dopo l’altro», senza che ognuna migliori le condizioni precedenti. «Stiamo ancora assorbendo dazi dal nostro principale partner commerciale a livelli inediti da un secolo», lo stesso partner commerciale che ci ha lasciato soli. «Ora – dice - la guerra in Medio Oriente ha riportato l'inflazione nelle nostre economie e l'ansia nelle nostre famiglie. Anche quando lo Stretto di Hormuz riaprirà, le fratture inferte alle catene di approvvigionamento potrebbero protrarsi per mesi o anni».
Mario Draghi: “Per la prima volta l’Europa è sola. Dal 2020 uno shock dopo l’altro. L’Ue agisca”
L’ex banchiere centrale alla cerimonia del premio internazionale Carlo Magno in Germania: «Abbiamo tre grandi debolezze: esposizione alla domanda estera, dipen…










