Era arrivato nella Capitale lunedì mattina accolto dal sole. È ripartito ieri pomeriggio sotto il diluvio. «Preoccupato» e «stanco». Andrea Sempio, indagato per l'omicidio di Chiara Poggi, anche con l'aggravante dei motivi abietti, ha dovuto accelerare e concludere in anticipo il suo soggiorno a Roma, dove era arrivato per sottoporsi a una consulenza "personologica" di parte e a una serie di prelievi e test che serviranno alla difesa per contestare le accuse della Procura di Pavia. A partire dalle tracce di Dna trovate sotto alle unghie della vittima e per quell'impronta sulla parete di casa Poggi che l'accusa ritiene sia di Sempio e che «alla luce delle misure antropometriche è compatibile con l'impronta di scarpa insanguinata puntinata» e «periziata solo nella presente indagine sul gradino zero della scala» in fondo alla quale fu trovato il corpo della vittima, uccisa con un oggetto contundente e a seguito di almeno 12 colpi inferti al cranio.
Assediato dai giornalisti e pressato dal clamore mediatico della vicenda, Sempio e il suo team difensivo si sono sentiti costretti a restare meno del previsto e ad anticipare la partenza rispetto a quella programmata per il fine settimana. «Staremo qui cinque giorni», aveva detto il suo avvocato, Angela Taccia, lunedì mattina all'uscita della stazione Termini. A confermarlo anche il quantitativo di valigie al seguito. Ma i giorni, alla fine, sono diventati tre. Ieri pomeriggio con un treno Italo, partito sempre dalla stazione Termini, il commesso è tornato a casa. Avvocati e consulenti hanno accelerato riunioni e incontri organizzati nella stessa struttura dove Sempio, nel frattempo, veniva sottoposto a test e colloqui con la psicologa Valentina Marsella, che è anche psicoterapeuta e criminologa.












