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Redazione Bolzano
Alto Adige, denunciata una 53enne veneta: per mesi aveva convinto la vittima di avere una figlia incinta in fin di vita
Aveva fatto credere alla sua collega, una gardenese con la quale aveva lavorato in una struttura alberghiera dell’Alto Adige, di trovarsi in una situazione familiare drammatica: le aveva detto che la figlia, incinta, era in fin di vita in una clinica svizzera. La spesa da sostenere, per garantirle le cure, era esorbitante: 1.700 euro al giorno. In questo modo, aveva indotto la collega, mossa dalla compassione, a effettuare sostanziosi versamenti di denaro.
Foto generate dall'Ai e scaricate dal webUn raggiro che ha toccato l’apice quando la truffatrice ha comunicato il decesso della figlia, al quale sarebbe sopravvissuta la neonata che aveva in grembo. Per conferire credibilità al racconto, aveva inviato alla collega foto di neonati prematuri scaricate dal web, mentre le foto del funerale della figlia le aveva generate con l’intelligenza artificiale. Un castello di menzogne, andato avanti da febbraio a marzo di quest’anno, che ha iniziato a sgretolarsi grazie all’intuito di un familiare della vittima che, insospettito, ha fatto una ricerca incrociata su internet, smascherando la falsità del materiale fotografico. Ed è così che la vittima ha sporto denuncia.






