L’assessore al Welfare Guido Bertolaso e il primario Andrea Gori al Sacco
Milano, 14 maggio 2026 – Isola di Sant’Elena, territorio britannico d’Oltremare nel mezzo dell’Atlantico (i quasi duemila chilometri dalle coste dell’Africa resero definitivo persino l’esilio di Napoleone), ha circa cinquemila abitanti.
Ed è uno di loro il sessantenne britannico in isolamento dalla sera di martedì 12 maggio all’ospedale Sacco di Milano perché il 25 aprile ha volato per quattro ore dalla sua isola a Johannesburg, Sudafrica, sullo stesso aereo della 69 enne olandese, ornitologa come il marito 70enne che è stato la prima vittima del focolaio di Hantavirus ceppo Andes sulla nave Hondius, e di un’altra persona poi risultata tra gli undici contagiati (otto confermati) sin qui segnalati, con tre decessi (i coniugi e una donna tedesca morta a bordo il 2 maggio).
Precisamente la 69 enne che sarebbe spirata l’indomani in ospedale in Sudafrica, dopo aver tentato d’imbarcarsi su un altro volo per Amsterdam ed esser stata fatta scendere perché i suoi sintomi erano evidenti, “era seduta nel posto 13C, il caso contatto al 14B e il signore britannico al 15F”, spiega l’assessore lombardo al Welfare Guido Bertolaso facendo il punto davanti all’ospedale Sacco, dove i campioni prelevati al sessantenne e al connazionale cinquantenne che l’accompagnava nel viaggio in Italia sono stati analizzati nella notte.











