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Francesco Brun e Rebecca Luisetto
Sotto sequestro beni per 4 milioni, tra cui 15 immobili. È stato anche presidente di Federmeccanica: «Sono sereno, hanno sbagliato bersaglio»
Guai giudiziari e villa da 2 milioni e mezzo sequestrata a Massimo Calearo Ciman, 70 anni, uno dei vicentini più in vista degli ultimi decenni. A capo di Confindustria Vicenza dal maggio 2003 all’aprile 2008, Calearo è stato anche presidente nazionale di Federmeccanica (2004-2008) e deputato tra le file del Partito democratico.
Le contestazioniL’imprenditore è indagato per il fallimento dell’azienda di famiglia, la Calearo Antenne spa di Isola Vicentina, già in grave crisi finanziaria e dallo scorso anno sottoposta a liquidazione giudiziale. Assieme a lui, difeso dall’avvocato Marco Antonio Dal Ben, nel registro della procura ci sono i figli Carlo Alberto, tutelato dallo stesso difensore del padre, ed Eugenio (avvocato Nicola Avanzi) già presidente dei Giovani imprenditori di Vicenza, oltre all’ex amministratore delegato dell’azienda Luca Corazza (legale Enrico Mario Ambrosetti). Le accuse nei loro confronti sono, a vario titolo, di truffa aggravata ai danni dello Stato, malversazione di erogazioni pubbliche e bancarotta fraudolenta. Oltre a loro quattro tra gli indagati ci sarebbero anche tre componenti del collegio sindacale dell’azienda, accusati di omesso controllo. «Io sono tranquillo, pacifico e sereno — il commento di Calearo sulla vicenda —, perché verrà dimostrato che non è vero, che ne sono completamente estraneo. Ricuseremo ogni contestazione in maniera serenissima. Hanno sbagliato bersaglio, dispiace per tutta questa pubblicità negativa».








