Se qualcosa può esser fatto dall’IA, dev’esser fatto dall’IA: il motto di von der Leyen ricalca i desiderata Usa e si accompagna allo smantellamento delle regole Ue. La Commissione finge di dimenticare l’impatto che l’«AI first» avrà sulla forza lavoro
L’intelligenza artificiale prima di tutto, i diritti e il lavoro poi si vede: questa è l’agenda che Ursula von der Leyen sta seguendo e alla quale ha assegnato, come titolo di copertina, l’imperativo dell’«AI First», l’IA come prima opzione. Che si tratti di salute o di pubblica amministrazione, di filiera produttiva o dei nostri dati, se si può fare con l’intelligenza artificiale così va fatto, secondo la presidente di Commissione Ue. L’ultimo intervento in materia risale a questo martedì, allo
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Francesca De Benedetti è caposervizio Europa al quotidiano Domani, per il quale segue anche le partnership internazionali. Nel 2024 è stata anche fellow all'IWM di Vienna, dove ha vinto la Milena Jesenská Fellowship for Journalists con il progetto "Giorgia Meloni and Viktor Orbán: An Asymmetric Interdependence". De Benedetti scrive commenti per Vanity Fair e per Jacobin (USA); i suoi articoli sulla politica italiana sono stati pubblicati su Die Presse, Balkan Insight, The Independent e altri outlet internazionali. In precedenza De Benedetti ha lavorato a la Repubblica e a La7tv. È cofondatrice del progetto European Focus, una coproduzione editoriale paneuropea (Balkan Insight, Delfi, Domani, El Confidencial, Gazeta Wyborcza, HVG, Libération, n-ost, Tagesspiegel). Questo è l'account Twitter.







