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Washington intensifica la pressione su Argentina e Cile per fermare i progetti spaziali cinesi, trasformando gli osservatori astronomici sudamericani in un nuovo fronte di tensione
Le montagne delle Ande e i deserti del Sud America si sono trasformati nei nuovi terreni di scontro tra Stati Uniti e Cina. Negli ultimi mesi Washington ha infatti aumentato le pressioni diplomatiche su Argentina e Cile affinché rivedano o blocchino alcuni progetti astronomici finanziati da Pechino, accusati dagli Usa di poter avere applicazioni militari oltre che scientifiche. Ecco che cosa sta succedendo nel “cortile di casa” statunitense.
Al centro delle tensioni c’è soprattutto il gigantesco radiotelescopio cinese costruito nell’osservatorio di Cesco, nella provincia argentina di San Juan, una delle aree migliori al mondo per l’osservazione del cielo grazie all’assenza di inquinamento luminoso. Il progetto, iniziato oltre dieci anni fa con la collaborazione tra l’Università nazionale di San Juan e l’Osservatorio astronomico nazionale cinese, avrebbe dovuto diventare il più grande radiotelescopio del Sud America. Oggi però la struttura è incompleta: componenti essenziali sono bloccati nei porti argentini e l’impianto resta inutilizzato, simbolo di una competizione strategica che ormai si estende anche allo spazio.






