La Francia, primo Paese al mondo, ha autorizzato uno psichedelico, la ketamina racemica endovenosa, per fronteggiare il rischio estremo di un suicidio. La decisione colma, così, un vuoto terapeutico.
Il via libera, se da una parte, scrive The Lancet, è un riconoscimento del potenziale clinico di questo farmaco anestetico dagli effetti dissociativi e analgesici, dall’altra parte è un’ammissione che, quando il rischio di suicidio è imminente, non ci sono alternative farmacologiche rapide, supportate da evidenze scientifiche e autorizzate.
In Italia oggi è così. "Quando ci troviamo davanti a un paziente con intenzioni suicidarie, oltre a ricoverarlo per metterlo in sicurezza, non possiamo fare nulla di attivo: i farmaci antidepressivi tradizionali richiedono tempo per funzionare. La ketamina è una possibile opzione: ha un effetto rapido e può fare da ponte a successive terapie”, dice lo psichiatra Giovanni Martinotti, professore ordinario di psichiatria nel Dipartimento di neuroscienze, imaging e scienze cliniche dell’Università di Chieti-Pescara e direttore della Clinica psichiatrica dell’ospedale di Chieti.
Psichedelici per la salute mentale: le cinque sostanze più promettenti
di Cinzia Lucchelli 31 Marzo 2026







