Abbiamo finalmente messo le mani (e gli occhi) sul nuovo LG OLED evo G6, televisore fantastico che rappresenta il pinnacolo della tecnologia White OLED. È il migliore TV dell'anno? Le premesse ci sono tutte
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Paolo Centofanti
28/04/2026 16:04
Lo scorso anno LG Electronics con sul suo OLED evo G5 aveva lanciato uno dei suoi migliori televisori di sempre e uno dei migliori TV in assoluto del 2026, un risultato a cui la serie G di LG ci ha ormai quasi abituati. La sfida nel migliorare sempre più anno dopo anno un prodotto che ha già raggiunto punte di eccellenza in tanti ambiti (qualità di immagine e design in primis) diventa un compito sempre più difficile. Eppure eccoci qui a parlare del nuovo TV LG OLED evo G6, uno dei televisori più attesi di quest'anno, e che ancora una volta aspira a diventare il migliore TV dell'anno. LG Electronics si affida a due elementi chiave per riuscire a superare i pregevoli risultati ottenuti con il G5 lo scorso anno: c'è un nuovo pannello naturalmente, la seconda iterazione del Primary RGB Tandem di LG Display che aveva debuttato proprio nel 2025 sul G5, ma soprattutto c'è un nuovo processore, l'alpha 11 AI Gen3. Dal nome non si direbbe, ma con la terza generazione del suo SoC più potente, LG introduce in realtà il primo processore per TV su nodo a 6 nm e, al di là dei "moltiplicatori" di potenza rispetto alla generazione precedente, una nuova pipeline video interamente a 12 bit, con la quale LG promette di sconfiggere una volta per tutte il problema del "banding" sulle sfumature di colore. Non ci sono particolari novità invece sul profilo del design, ma solo perché LG quest'anno propone anche la nuova serie "wallpaper" W6, che riduce ulteriormente lo spessore portandolo a poco meno di 1 centimetro, mantenendo tutte le principali novità tecnologiche del nuovo OLED evo G6, ma in un nuovo form factor che sfrutta anche il nuovo box esterno wireless.La serie OLED evo G6 è disponibile nei tagli da 48 pollici fino a 97 pollici, e per la nostra prova abbiamo ricevuto il modello da 65 pollici con piedistallo. Scopriamolo.Design vincente non si cambia, ma il nuovo rivestimento antiriflesso fa la differenzaIl nuovo LG OLED evo G6 presenta lo stesso identico design dei modelli che lo hanno preceduto, il che non è affatto un male: il G6 resta un bellissimo TV da appendere al muro così com'è, con i modelli fino a 65 pollici che sono disponibili con opzione con piedistallo, quest'ultimo sì piuttosto essenziale, a cominciare dal modo in cui va avvitato sul retro, con un'interfaccia che sa un po' di "accrochio" per adattare un TV che non nasce originariamente per essere posizionato a scaffale.C'è però una novità ed è costituita dal migliorato rivestimento anti-riflesso. Si tratta sempre di una finitura lucida, quindi ben diversa da quanto fatto ad esempio da Samsung, ma grazie ad un'ulteriore riduzione della riflessione della luce ambiente (che scende secondo LG ad appena lo 0,3%), lo schermo del TV OLED evo G6 risulta perfettamente nero in ogni condizione di illuminazione, andando così a valorizzare la caratteristica principe della tecnologia OLED, cioè i suoi neri perfetti. I riflessi non scompaiono del tutto, sia chiaro, ma la loro mitigazione è decisamente notevole e appunto si fa apprezzare la profondità del nero. Con tutte le luci dello studio accese i riflessi si notano appena e lo schermo dell'OLED evo G6 rimane nero pece.Sul versante collegamenti, l'OLED evo G6 è la fotocopia del modello precedente, sia come disposizione che numero e tipologia delle porte disponibili, tra cui si segnalano soprattutto i quattro ingressi HDMI 2.1 con ampio supporto a tutte le specifiche di questa connessione: ALLM, VRR, compatibilità con segnali 4K fino a 165 Hz, AMD FreeSync Premium Pro, NVIDIA G-Sync, Quick Frame Transport, Quick Media Switching e naturalmente eARC su uno degli ingressi. Dopo tanti anni, LG è l'unico brand ad aver abbracciato completamente le specifiche HDMI 2.1. Il modello di quest'anno si arricchisce poi del supporto per Dolby Atmos FlexConnect, al momento limitatamente ai prodotti LG Sound Suite: si tratta di un sistema che consente di collegare in modalità senza fili diffusori esterni, con la possibilità di disporli ovunque in ambiente per ricreare un vero impianto Atmos.Piccoli ritocchi per webOSCome ogni anno webOS, la piattaforma di smart TV di LG, introduce piccoli miglioramenti e novità. La versione 2026 non introduce cambiamenti radicali, con una home screen che mantiene il consueto layout, con il carosello pubblicitario nel terzo superiore, seguito dalle quick card che raccolgono app per area tematica e la riga di icone per l'accesso a TV, ingressi e app e quindi la raccomandazione di contenuti. È possibile configurare più profili utente e così personalizzare la home screen e ricevere suggerimenti sui contenuti da guardare specifici per ciascun utente: più si usa il TV e più si riceveranno consigli personalizzati. Ognuno però dovrà avere il suo account LG.La principale novità di quest'anno è una nuova dashboard a cui si accede spostando il cursore a sinistra della schermata principale, una sorta di spazio per dei widget, al momento piuttosto basilare, ma che gli sviluppatori potranno sfruttare per aggiungere widget legati alle proprie applicazioni per webOS. Di base troviamo meteo, orologio, calendario, musica e risultati della propria squadra di calcio preferita. LG sta poi rifinendo le funzioni legate in qualche modo all'intelligenza artificiale introdotte lo scorso anno. Quest'anno anche l'Italia avrà il nuovo assistente vocale basato su LLM, che verrà sbloccato al lancio del prodotto con un apposito aggiornamento firmware e che al momento non abbiamo ancora avuto modo di provare. Il menù che si apre premendo una volta il tasto AI sul telecomando è ora strutturato in tre sezioni con ricerche suggerite, canali TV consigliati in base ai propri interessi, e prompt suggeriti per Copilot o la generazione di immagini di Gemini. Quest'ultima richiede però un abbonamento attivo a LG Gallery+, che darà diritto a 10 token mensili per la generazione di immagini. Cambia anche il comportamento quando si effettua un prompt vocale generico: lo scorso anno veniva avviata una conversazione con Copilot, quest'anno invece sarà possibile scegliere la prima volta se proseguire con Copilot o Gemini (opzione che sarà poi possibile cambiare nelle impostazioni). Copilot è sempre presente ma come app a sé e consente di effettuare delle conversazioni vocali con il chatbot che risponderà a voce.Invariato il chatbot di assistenza, che può essere avviato cliccando sull'icona del robottino dal menù principale, oppure, se si è fortunati, con una richiesta vocale all'assistente, se il sistema riesce a riconoscere le opportune parole chiave: il nuovo assistente basato su LLM da questo punto di vista dovrebbe apportare dei significativi miglioramenti. Avremo modo di tornarci magari con la futura prova dell'OLED C6 o del nuovo Micro RGB.Del pacchetto di funzioni vocali quella che risponde meglio è la ricerca di contenuti, che propone risultati divisi tra programmi live e contenuti on demand delle principali piattaforme, che offre accesso anche al catalogo di Netflix (cosa non scontata, visto che il gigante dello streaming è generalmente restio ad aprire a terzi i propri metadati).Invariato il telecomando che rimane il Magic Remote che conosciamo da diversi anni, con puntatore basato su giroscopio e tastierino numerico.Ritroviamo naturalmente tutte le funzionalità che già conosciamo, dal casting da smartphone via Apple AirPlay 2 o Google Chromecast, al portale gaming con supporto per Nvidia GeForce Now fino in 4K a 120 Hz, alla modalità multiview o ancora l'hub integrato per Matter e ora anche Homey. E ora anche l'OLED sfonda la soglia dei 3000 nit di luminanza di piccoLo scorso anno avevamo raccontato del salto generazionale introdotto dall'OLED evo G5 grazie alla nuova tecnologia di pannello white OLED di LG Display. Il nuovo LG OLED evo G6 monta a sua volta una nuova generazione di pannello, il Primari RGB tandem 2.0, ma si tratta di un miglioramento iterativo più che di una nuova architettura e ciò si riflette in un miglioramento delle prestazioni meno clamoroso rispetto a quanto avvenuto lo lo scorso anno in termini di luminanza di picco, ma comunque ben rilevabile.In Filmmaker Mode, quindi con parametri allineati allo standard di riferimento, vediamo la luminanza dello schermo superare la soglia di 3000 cd/m2, almeno su finestre da 1% a 3% di copertura del quadro, con un picco massimo di 3220 cd/m2 per la precisione. In modalità "vivid" abbiamo registrato addirittura un picco di 4500 cd/m2ma chiaramente con un'immagine eccessivamente bluastra. Poi a partire dalla classica finestra del 10% l'andamento è pressoché allineato al modello dello scorso anno, ma con un picco di luminanza superiore a pieno schermo: 443 cd/m2 sul G6 contro le 371 cd/m2 del G5. Ciò, in combinazione con il nuovo rivestimento anti-riflesso, rende il nuovo G6 un ottimo TV anche per gli ambienti illuminati.Il grafico mostra la copertura dello spazio colore P3 per valori crescenti di luminanza (dagli anelli più interni a quelli più esterni) ed evidenzia come il volume colore si riduce sui livelli più elevati di luminanza (le aree grigie). Il grafico a Gamut Rings è stato ottenuto con il TV in modalità HLG e un campionamento opportuno del volume colore. Si ringrazia Johan Bergquist, ricercatore ed editor dell'ICDM, per il supporto.Come sempre quando parliamo di White OLED, lo schermo spinge soprattutto grazie al contributo del subpixel bianco, e in termini di rapporto tra picco di luminanza del bianco e luminanza della somma dei colori primari non vediamo grossi cambiamenti rispetto al passato, e ciò ha un impatto sul volume colore che si riduce mano a mano che ci avvicina ai valori più elevati di luminanza. La copertura a livello di color gamut dello spazio colore P3 si attesta al 99,6% sul diagramma CIE1931 xy. Da tempo ormai LG ci ha abituati sulla sua gamma OLED ad un calibrazione di fabbrica piuttosto accurata e il nuovo G6 non fa eccezione, a meno a giudicare dal campione ricevuto per i nostri test. Il preset più accurato in modalità standard è come usuale il Filmmaker Mode, che risulta correttamente allineato al riferimento per una visione in sala oscurata. Il nuovo LG OLED G6 supporta l’ambient mode per la modalità Filmmaker che sfrutta il sensore di luce ambientale per regolare la curva di contrasto per la visione in sala non oscurata. Da notare che disattivando il sensore di luce ambientale, in Filmmaker Mode il TV offre un picco di luminanza di ben 580 cd/m2. Molto buona la precisione sia a livello di bilanciamento del bianco sulla scala di grigio, che la precisione sui toni campione del ColorChecker, con valori di DeltaE ampiamente sotto la soglia critica. Con questi valori, anche gli appassionati più esigenti possono essere certi di godere di un'immagine accurata senza mettere mano ad alcuna regolazione. Per i puristi integralisti ci sono ampie possibilità di intervento, ora con controlli ancora più precisi sulla regolazione della scala di grigio, oltre alla compatibilità con Calman di Portrait Displays, che tra l'altro offre proprio per i TV LG le soluzioni più avanzate di calibrazione automatizzata.










