di
Paolo Foschini
L’intelligenza artificiale al servizio dei diritti umani di chi è in galera. Nasce il «Movimento italiano diritti detenuti» fondato da Giulia Troncatti. Un Comitato scientifico con esperti delle Università Statale e Cattolica di Milano. Due siti per calcolare i fine-pena, le possibilità di lavoro, l'accesso ai benefici, e generare istanze di liberazione o risarcimento per «detenzione disumana»
L’intelligenza artificiale al servizio dei diritti umani di chi è in galera. Per scrivere istanze, calcolare cumuli di pena, magari non perdere possibilità di lavoro: via maestra di reinserimento per il singolo, di sicurezza per tutti. Specie pensando a quanti - sempre di più - non hanno soldi per pagarsi un avvocato attento a queste cose visto che quello d’ufficio, fatto il processo, di rado se ne occupa. Questi alcuni tra gli obiettivi più tecnicamente rivoluzionari con cui - affiancato da un Comitato scientifico con esperti delle Università Statale e Cattolica di Milano, dell’associazione Nessuno tocchi Caino, del John Jay College of criminal justice di New York - nasce il «Movimento italiano diritti detenuti», associazione non profit fondata da Giulia Troncatti che dal 2021 è tutor universitaria per il Progetto Carcere della stessa Università Statale milanese.






