Le restrizioni USA sui chip AI hanno azzerato la presenza di NVIDIA in Cina e accelerato la crescita di Huawei, che oggi controlla metà del mercato domestico.

a cura di Marco Pedrani

Caporedattore centrale @Tom's Hardware Italia

"Oggi, in Cina, siamo scesi a zero." Jensen Huang, CEO di NVIDIA, non ha usato mezzi termini qualche giorno fa, intervenendo al podcast Memos to the President dello Special Competitive Studies Project, think tank bipartisan americano. La frase è brutale nella sua essenzialità: il leader assoluto del mercato chip per intelligenza artificiale, colui che, secondo le sue stesse parole, fino a un paio d'anni fa controllava il 95% del mercato cinese, oggi conta esattamente zero per cento. E Huang non si è fermato: "Concedere un intero mercato delle dimensioni della Cina probabilmente non ha molto senso strategico, quindi penso che questa scelta sia già in larga parte fallita." Il controllo sulle esportazioni ha sortito l'effetto opposto di quello sperato, e lo ha fatto proprio nel modo che gli Stati Uniti più temevano — creando un concorrente dove prima c'era un cliente.

Il crollo non è avvenuto in un colpo solo. È stato un processo graduale, architettato a Washington ed eseguito in una serie di escalation che hanno trasformato il più grande mercato mondiale di chip AI in un laboratorio di autonomia tecnologica cinese. I chip A100 sono stati bloccati nel 2022, seguiti dagli H100 nel 2023. NVIDIA ha provato a navigare tra divieti e opportunità commerciali sviluppando varianti depotenziate come gli H800 e gli H20, chip progettati per scivolare sotto la soglia regolamentare. L'amministrazione Trump ha poi tentato un'apertura controversa: a gennaio 2026 ha autorizzato l'esportazione degli H200 in Cina, ma con un sovrapprezzo del 25% incassato dal governo USA e (dal marzo scorso) un tetto ipotizzato di 75.000 unità per cliente. La risposta di Pechino è stata un blocco doganale: ad oggi nessun H200 ha ancora superato la frontiera cinese, perché Pechino ha invitato le proprie aziende tech a usare chip NVIDIA solo per le operazioni estere e a privilegiare il fornitore domestico per il mercato interno.