Le braccia di Ivan Homolskyi sono due potenti mantici umani che animano con grande energia uno strumento affascinante quanto sottovalutato. Sentirlo suonare fa venire letteralmente la pelle d’oca. Soprattutto considerando che questo ragazzo, indicato dalla critica come un vero fenomeno della fisarmonica, ha appena 14 anni.
Un’età anagrafica che non corrisponde assolutamente a come si presenta e a come si esprime. Non solo per la proprietà di linguaggio, ma soprattutto per l’assenza totale di accenti. Ivan è ucraino, scappato dalla guerra per inseguire il suo sogno nella patria della fisarmonica. Domani sera alle 21, nella chiesa barocca di San Dalmazzo, in via Garibaldi, Ivan si esibirà in un virtuoso assolo con lo strumento che è ormai parte del suo corpo, in un concerto (ingresso € 10, devoluti in beneficenza) organizzato dalla Fondazione Cecilia Gilardi.
Ivan, come descriveresti il concerto di domani?
«Un viaggio nel tempo. Durerà 45 minuti e si passerà dalla musica classica, con brani di Scarlatti e Vivaldi, al jazz e a brani di musica ucraina».
Sappiamo che, nonostante la tua giovane età, sei già abituato ai palchi importanti, ma qual’è la tua emozione della vigilia in una chiesa così affascinante?














