Definire complesso quando non convulso questo ultimo mese sembra quasi un eufemismo. Gli eventi infatti si affollano. Sul versante della politica internazionale naturalmente continua a dominare il conflitto con l’Iran che al momento sembra ancora senza concrete prospettive di sbocco e che ha prodotto un impatto violento sul mercato dell’energia con ricadute pesanti sull’economia globale, da cui l’Italia non è esente. Sul versante di politica interna ci sono molti avvenimenti da ricordare: dal riassetto della compagine di governo dopo le dimissioni «obbligate» della ministra Santanchè e del sottosegretario Delmastro agli interventi per calmierare la crescita dei costi dell’energia, dai riequilibri interni a Forza Italia alle nomine nelle principali partecipate pubbliche, da Eni a Leonardo. Ma i due elementi che maggiormente hanno dominato le cronache sono stati senza dubbio da un lato la mancata uscita dell’Italia dalla procedura di infrazione europea per deficit eccessivo, con forti polemiche e critiche sia procedurali che di contenuto; dall’altro lato la recente questione relativa alla grazia concessa a Nicole Minetti procedura che ha visto protagonisti magistratura, ministero della giustizia e Quirinale. Per brevità tralasciamo diversi altri aspetti, dagli avvenimenti che hanno caratterizzato le manifestazioni del 25 Aprile al pesante scontro con la Svizzera per la tragedia di Crans-Montana.