Quando accadono degli incidenti sul lavoro, purtroppo con una frequenza pressoché giornaliera, il dolore si accompagna, non raramente, all’indignazione per la mancata osservanza delle condizioni di sicurezza. La richiesta di maggiori controlli presso le aziende, soprattutto, dei settori più esposti alle irregolarità, anche contrattuali e assicurative, è tanto corale quanto di breve durata. Il governo si è impegnato ad aumentare il numero degli ispettori in particolare con il decreto legge del marzo del 2024 che si poneva come obiettivo quello di superare le criticità sollevate dalla normativa del 2015 che creava l’Ispettorato nazionale del lavoro (Inl) riunendo almeno formalmente le attività ispettive di diversi enti, tra cui Inail e Inps. L’amara realtà è che le ispezioni diminuiscono. Nel caso dell’Inail (Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro), al momento dell’entrata in vigore del decreto legislativo del 2015, la forza ispettiva era di 324 unità. A fine 2024 era scesa a 182 unità. In tutto il 2016 le ispezioni definite erano state, sempre da parte dell’Inail, 20 mila 876 mentre, nel 2024, si sono fermate a 7 mila 735. Il decremento è stato pari al 62,95 per cento. Ancora più significativo il caso della Lombardia, la Regione più importante - largamente sotto organico rispetto ad altre regioni meno industrializzate - nella quale si è passati, nello stesso arco di tempo, da 63 a 40 ispettori con le aziende controllate scese da 4 mila 158 a 1576. Una diminuzione pari al 62,1 per cento. L’autonomia ispettiva degli enti è stata ripristinata con il decreto legge del 2024. Ma le procedure concorsuali per 93 nuovi ispettori Inail e 355 Inps sono particolarmente lente e complesse.