La Corte di Giustizia europea dà ragione all'Italia: Meta deve pagare gli editori per i contenuti informativi online. Più nel dettaglio la sentenza riguarda un ricorso della Big Tech di Mark Zuckerberg contro l'Agcom, l'Autorità italiana per le garanzie nelle comunicazioni. Il colosso tecnologico ha fatto sapere che «esaminerà la decisione» ma che «nessun pagamento va agli editori senza l'uso delle notizie». Il pronunciamento è stato salutato con soddisfazione dagli editori italiani, dalla Siae e dall'Agcom, che di recente ha inviato all'Unione europea una segnalazione sulle funzioni di Intelligenza artificiale di Google.
Soddisfatto anche il governo. «Siamo sempre stati dalla parte degli editori su questo fronte - spiega il sottosegretario all'Editoria, Alberto Barachini - quindi siamo lieti che la Corte europea si sia pronunciata in questo senso: una buona notizia per tracciare definitivamente la strada della remunerazione dei contenuti». Meta aveva impugnato davanti al Tar una decisione dell'Autorità con cui si stabilivano i criteri per definire il diritto ad un'equa remunerazione a favore degli editori per l'uso delle loro pubblicazioni online, nonché un regime volto a garantire tale remunerazione.






