Meta dovrà pagare gli editori per i contenuti online.
Lo mette nero su bianco una sentenza della Corte di Giustizia europea che riguarda un ricorso della società di Mark Zuckerberg contro l'Agcom, l'Autorità italiana per le garanzie nelle comunicazioni. Il colosso tecnologico fa sapere che "esaminerà la decisione" ma che "nessun pagamento va agli editori senza l'uso delle notizie". Soddisfazione per il pronunciamento degli editori italiani e dell'Agcom, che di recente ha inviato all'Ue una segnalazione sulle funzioni IA di Google. Meta aveva impugnato davanti al Tar una decisione dell'Agcom con cui si stabilivano i criteri per definire il diritto ad un'equa remunerazione a favore degli editori per l'uso online delle loro pubblicazioni, nonché un regime volto a garantire tale remunerazione. Secondo il ricorso della società di Menlo Park, la decisione dell'Autorità e la normativa italiana erano incompatibili con la direttiva sul diritto d'autore nel mercato unico digitale e con la libertà d'impresa garantita dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Per i giudici Ue, invece, il diritto alla remunerazione è compatibile con le norme comunitarie, a patto che costituisca il corrispettivo per l'autorizzazione all'uso online delle pubblicazioni e che gli editori restino liberi di concedere l'utilizzo anche a titolo gratuito o di negarlo.











