Nell'editoriale di Mauro Magatti viene fatto un surreale parallelo fra l'elezione del Papa polacco nel 1978 e l'elezione del Papa statunitense nel 2025di Antonio Soccimercoledì 13 maggio 20264' di letturaIl Presidente Trump ha annunciato e promosso, per il 17 maggio, un raduno di preghiera al National Mall di Washington, per riaffidare gli Usa a Dio nel 250° anniversario dell’Indipendenza. È curioso che il Papa in persona, nelle scorse settimane, si sia scontrato proprio con questa amministrazione che, dopo anni di laicismo Dem e woke, è la più vicina al mondo cristiano. Cos’è successo? Hanno discusso se e come si possa impedire che un regime terribile come quello iraniano si doti di armi nucleari, con conseguenze potenzialmente catastrofiche per il mondo. Sandro Magister ha ricostruito i fatti sul suo blog e ha aggiunto una nota: «L’insistere di Trump sul silenzio del Papa riguardo alle decine di migliaia di oppositori inermi al regime iraniano massacrati nelle strade l’8 e il 9 gennaio ha effettivamente un riscontro nella realtà». Per la verità il Papa ha parlato, «ma si tratta sempre di richiami generali, mai riferiti esplicitamente all’Iran, anche riguardo alla crudele repressione delle libertà imposta dal regime teocratico di Teheran». Tuttavia – aggiunge Magister – «questo suo doppio silenzio segna già una correzione rispetto a un recente passato in cui la Santa Sede intratteneva con Teheran una cortesia di rapporti pubblici spinta all’eccesso, fatta soltanto di vicendevoli elogi». Secondo Magister «i silenzi di Leone» sono dovuti alla necessità di «non mettere ancor più in pericolo i già minimi spazi di libertà degli iraniani, compresi quelli di fede cattolica». E «sono silenzi analoghi a quelli che egli esercita con la Cina, come anche col Nicaragua». Leone delude chi lo vede come il nemico di TrumpIl circo mediatico-politico, che è eccitato da settimane perché s’illude di trasformare papa Leone X...DOPPIO STANDARD
Donald Trump come l'Urss: l'abbaglio di Avvenire | Libero Quotidiano.it
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