Cannes – In una sala Debussy affollata Peter Jackson incontra il pubblico per ricordare la sua trilogia gigante e viene accolto da una lunga standing ovation. Il primo assaggio del Signore degli anelli - una delle saghe più influenti del cinema contemporaneo, che ha ridefinito l’immaginario fantasy e il blockbuster moderno - si vide proprio qui al Festival Cannes venticinque anni fa, come il regista ha ricordato ieri sera ricevendo da Elijah Wood, il suo Frodo, la Palma d’oro l’onore. L’attore è seduto tra il pubblico della Masterclass, in sala anche la figlia di Peter, Katie.
(afp)
Peter Jackson ricorda il primo incontro con Cannes e la trasformazione improvvisa la cristallizza in una immagine: “Sono partito dalla Nuova Zelanda come incisore fotografico e sono tornato come filmmaker”. Il primo arrivo sulla Croisette nel 1987 fu con Fuori di testa, presentato al mercato e fuori dal circuito principale, quando ancora girava il film nei week-end con gli amici e senza alcuna esperienza professionale. “Se il film non avesse venduto sarei tornato a fare il mio vecchio lavoro”, racconta. Cannes, dice, gli apparve allora “come un pianeta alieno”, il primo vero ingresso nel mondo del cinema. Allora era inimmaginabile pensare che un giorno avrebbe vinto una Palma d’oro: “Non ho mai pensato che sarebbe potuto succedere, come non ho mai pensato di poter diventare un ballerino o un saltatore olimpico”. E aggiunge, ironico: “Mi piace moltissimo l’idea di avere una Palma senza aver dovuto fare un film da Palma”. Jackson ha ricordato come Fuori di testa nacque guardando ossessivamente i film di Sam Raimi, George A. Romero e Re-Animator: “L’horror è il modo più naturale per un giovane regista di fare il primo film. Quando non hai soldi, star o una vera sceneggiatura, puoi sostituire tutto con immaginazione ed eccesso”.











