Qualche foto sfocata e un solo istante di tempo per immortalare Lenny, il gattino che non è adatto agli scatti, ma che scatta come una molla. Non riesce a fotografarlo, Claudia, la volontaria che lo ha salvato in Sicilia, perché Lenny, che prende il suo nome dal cantante Lenny Kravitz, non sta mai fermo, non conosce il sonno e il suo corpo è composto per lo più da argento vivo; infatti lo abbiamo ribattezzato Lenny Crazy e, per questa lettura, dovrete allacciare le cinture di sicurezza.
Una richiesta di aiuto insolita
Claudia, il 15 aprile scorso, riceve chiamate su chiamate da parte di alcuni residenti di Palermo, che ormai la conoscono bene e sanno a chi rivolgersi quando si tratta di un animale in difficoltà. La richiesta è di correre il più in fretta possibile per andare davanti al tabaccaio del quartiere e recuperare un gattino tutto nero, che da giorni piange disperato, solo e impaurito. Claudia si precipita, non è nel suo stile ignorare le emergenze, e la scena che le si para davanti agli occhi, è un po' diversa da come se la sarebbe potuta aspettare: “Credevo di trovare un piccolino rannicchiato e pauroso, invece sono arrivata e lui era arrabbiatissimo, avrà avuto un mese e mezzo, quindi c'era questo affaruccio tutto nero, incavolato come pochi che chiamava la mamma a gran voce e che correva come un pazzo per la strada, facendo lo slalom tra una macchina e l'altra. Credevamo lo avrebbero investito, infatti eravamo in sei persone e non riuscivamo a prenderlo”. Insomma, il piccoletto aveva già dato del filo da torcere agli umani e ancora non era stato acciuffato.






