“Oddio, cazzo, ho 40 anni”. Lo ammetto. Ma oggi allo specchio vedo una persona serena, risolta, con i suoi alti e bassi, perché altrimenti non sarei un essere umano. Sarei una macchina, sarei l’IA. E io non voglio essere l’IA, non voglio essere la perfezione”. Parola di Emma Marrone.

La cantante scalda i motori per i due grandi eventi che l’aspettano questa estate uno al Rock in Roma il 2 luglio e poi al Milano Summer Festival il 9 settembre all’Ippodromo Snai San Siro. Nel frattempo si è raccontata a Vanity Fair.

“Ho sempre avuto un rapporto molto realistico con me stessa, molto autocritico. Da poco ho iniziato un percorso con una terapista che mi aiuta a vedere le cose da un punto di vista diverso. E devo dire che non è male”, ha confessato.

A rimettere in sesto Emma è sempre e comunque “la mia famiglia. Sembra una banalità, ma avere un porto sicuro dove sai di poter tornare cambia tutto. Anche solo con una telefonata. Poi io sono una che lotta, lotto sempre. Fa parte del mio Dna. Mia madre è una donna molto concreta, molto di polso. Ho sempre cercato di assomigliarle almeno un po’”.

Il ricordo va al padre Rosario, venuto a mancare in maniera fulminea: “Quando scherzo con mio fratello su nostro padre, ridiamo fino alle lacrime. E ogni volta mi chiedo: come faccio a ridere di una persona che non c’è più invece di piangere? Perché quello che ci ha dato è molto più grande del vuoto che ha lasciato. E alla fine è questo che salva”.