NAIROBI - Emmanuel Macron ribadisce il concetto dall’inizio del suo mandato. Cet âge de la Françafrique est bien révolue, l’età della Francia africana è tramontata. Oggi sta tentando un passo ulteriore, ricalibrando i rapporti fra Africa e Parigi su orizzonti e agende diverse rispetto a quelle che hanno dominato per decenni la sfera di influenza francese nel Continente: meno presenza militare e politica e più investimenti su settori chiave come l’innovazione e l’IA, spingendo su un «fronte comune» afroeuropeo in alternativa alla morsa fra Usa e Cina. Il cambio di rotta è stato affidato all’Africa forward, il vertice fra una trentina di Paesi africani e Parigi in corso fra l’11 e il 12 maggio nella capitale keniota insieme al presidente William Ruto, il numero uno dell’Onu Antonio Guterres, decine di capi di Stato e big industriali come la francese Total e la nigeriana Dangote Industries.

L’11 maggio è stata la volta delle intese più commerciali, con 11 accordi fra Francia e Kenya siglati alla vigilia e l’annuncio di 23 miliardi di euro in investimenti «mobilitati» dal summit in favore di settori chiave come transizione energetica, digitale e AI, agricoltura e sanità. Oggi è il turno della giornata più istituzionale, sulla scia della linee guida già declinate da Macron alla viglia e durante il primo summit franco-africano in un Paese esterno alla vecchia francofonia.