«Mai sentito parlare del vissineo? È una specie di piccola tromba d’aria che si vede d’estate soprattutto nei campi, un piccolo vortice che raccoglie polvere, terra, foglie, un mulinello di vento. Ecco, più che una spaccatura, in Veneto in Forza Italia c’è un vissineo. Da una parte Flavio Tosi con tutti gli ex leghisti portati su un palmo di mano da Antonio Tajani, dall’altra i forzisti della prima ora che si sentono messi in disparte. Potevano presentare un loro candidato alla segreteria regionale del partito? Certo. Avendolo». Il racconto di un “vecchio” esponente azzurro è l’altra faccia della medaglia di Forza Italia in Veneto, un partito che si appresta a celebrare il congresso regionale in maniera unitaria e che vedrà Flavio Tosi eletto per acclamazione, così come la vicesegretaria vicaria (l’idea è di puntare sulla padovana Roberta Toffanin), gli altri tre vicesegretari (l’intezione, anche qui, è di confermare gli uscenti e quindi il padovano e commissario a Rovigo Piergiorgio Cortelazzo, il veneziano Gianluca Forcolin, il vicentino Jacopo Maltauro) e un direttivo che sarà composto da 36 persone con ogni provincia che deciderà autonomamente i propri rappresentanti. Su questo Tosi è tassativo: «Ogni provincia decide i propri nomi, nessuna decisione calata dal regionale». In sintesi: autonomia, come del resto c’è scritto nel simbolo del partito.
Tosi verso l’acclamazione: «Io sindaco a Verona? Disponibile»
«Mai sentito parlare del vissineo? È una specie di piccola tromba d’aria che si vede d’estate soprattutto nei campi, un piccolo vortice che raccoglie polvere, terra,...






