VENEZIA - È a piede libero il cittadino bengalese sospettato di aver violentato una connazionale 17enne e già mamma di un bambino di tre mesi in un appartamento di Marghera. Un alloggio in cui lui e la famigliola erano coinquilini. Malgrado la denuncia per violenza sessuale sporta sabato sera, nell’immediatezza del fatto ai carabinieri, non si è potuto procedere all’arresto, che non è consentito in assenza della flagranza per questo reato.
Al momento l’uomo non risulterebbe irreperibile, ma gli investigatori temono che possa darsi alla macchia, nel caso in cui le cose si dovessero mettere male per lui. Non c’è infatti solamente la giustizia italiana che bussa alla sua porta, ma è la stessa comunità bengalese ad essere infuriata chiedendone l’allontanamento. Insomma, c’è il rischio che si possa colpire la persona sbagliata, dal momento che fatto e responsabilità non sono stati ancora accertati con esattezza.
Al momento, in Procura stanno raccogliendo informazioni e testimonianze per approfondire la vicenda e solo quando il quadro indiziario sarà completo si potrà chiedere al giudice per le indagini preliminari un provvedimento cautelare nei confronti della persona che sarà individuata. Non prima. Da quanto è dato sapere, l’uomo sospettato si troverebbe ancora in un contesto di coabitazione, anche se non - ovviamente - nel medesimo appartamento in cui si è consumato lo stupro. All’indagine sta lavorando il sostituto procuratore di Venezia Christian Del Turco, che procede per violenza sessuale.








