Il deputato del Likud Boaz Bismuth, presidente della commissione Esteri e Difesa della Knesset e fedelissimo di Benjamin Netanyahu, arriva a Roma per fare la sua parte nella battaglia «sull’ottavo fronte: l’opinione pubblica». Israele, è il suo messaggio alla piattaforma internazionale riunita per il seminario parlamentare su Mediterraneo, Medio Oriente e Nato alla Camera dei Deputati, non sta combattendo soltanto per sé: «L’Iran nucleare non sarebbe una minaccia solo per Israele ma per l’Europa e per la stabilità del mondo».

È corretto affermare che oggi l’establishment politico in Israele festeggia un accordo saltato con l’Iran?

«È difficile festeggiare quando si è impegnati, come noi adesso, a combattere. Abbiamo soldati uccisi e feriti quasi ogni giorno. E, a proposito, la cura e il dolore per ogni soldato è tanto la nostra forza quanto la nostra debolezza. Ma è anche ciò che ci rende diversi dai nostri nemici. Il giorno in cui si preoccuperanno per il loro popolo come noi ci preoccupiamo per il nostro, forse potremo finalmente parlare di un Medio Oriente diverso. Il regime iraniano ha subito un colpo durissimo ma non si arrenderà, non può farlo. Ed è per questo che spero, quando questa guerra sarà finita, che il popolo iraniano rovescerà il regime. L'Iran è un paese straordinario, con una cultura e una storia straordinarie. Meritano che anche il loro futuro sia straordinario. Per tornare ai negoziati: qualunque accordo con l’Iran, oggi, sarebbe un cattivo accordo. Perché, avendo accesso a informazioni classificate, posso dire che gli iraniani ci hanno mentito ieri, lo fanno oggi e continueranno domani».