I magistrati della Procura generale della Corte di Appello di Milano stanno valutando l'invio di una rogatoria internazionale per interrogare Graciela Mabel De Los Santos Torres, la massaggiatrice (o sedicente tale) che per vent’anni avrebbe lavorato nella tenuta di Giuseppe Cipriani in Uruguay. La decisione della Procura segue le rivelazioni del Fatto Quotidiano su nuove verifiche relative alla grazia concessa a Nicole Minetti, basate sul racconto di un supposto sistema di «festini con le escort a Punta del Este». Tuttavia, la difesa della coppia respinge ogni accusa, definendo la testimonianza priva di fondamento e smentibile con «documentazione indiscutibile» già in possesso delle autorità, che conferma la correttezza del procedimento di adozione e delle condizioni del minore.
Secondo la testimone, che riferisce di aver iniziato a lavorare per Cipriani a 23 anni, l’ambiente della finca “Gin Tonic” si sarebbe trasformato nel tempo in un «sistema» dove «arrivavano continuamente ragazze da Brasile, Argentina, Italia per ricchi imprenditori, politici e ospiti importanti». De Los Santos Torres sostiene che, dopo i momenti conviviali ufficiali col jet set internazionale, restavano gli «amici di casa». E lì «iniziavano alcool, droga e sesso», addirittura con «ragazze minorenni». In questo scenario, «Nicole non era una presenza occasionale», ha spiegato la donna al quotidiano diretto da Marco Travaglio. «Viveva lì per lunghi periodi. Tutti la conoscevano». La massaggiatrice accusa l'’x consigliera regionale di gestire l’organizzazione delle giovani: «Era lei a scegliere le ragazze. Pensava al loro aspetto, dall’abbigliamento da indossare al parrucchiere». Un ruolo che, secondo il racconto, non solo avrebbe ricalcato le precedenti esperienze italiane ma che incuteva timore: «Tutti la temevano. Quando arrivava lei cambiava il clima anche tra le ragazze, era di paura».












